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Ho appena finito di leggere Il libro di Michel Onfray edito da Fazi.
Bel libro,utile per riflettere non solo sulle tesi religione ma sopratutto su cio’ che le tiene in piedi e su cosa ha favorito la loro ascesa.Il pregio principale probabilmente risiede nell’approccio utilizzato da Onfray:non si limita a negare l’esistanza di Dio,cerca di affermare il valore della negazione.Il valore di un ateismo consapevole.Il libro mira a confutare le tre grandi religioni monoteiste,con un occhio di rigurado al cristianesimo,evidenziando anche i legami e le somiglianze che le accomunano nei divieti,nel rifiuto della vita,del corpo e della sessualita’.
Indipendentemente dall’essere atei o cristiani e’ un libro ben scritto e ben argomentato anche se a tratti l’autore dimostra forse un eccessivo livore e alcune idee risultano,personalmente,esagerate.
Che il Vangelo sia frutto di infiniti rimaneggiamenti realizzati ad hoc e’ cosa ormai risaputa e accertata dai filologi,che la Chiasa abbia in parte stravolto il messagio di Gesu’ e’ verosimile ma non condivido totalmente la visione di Onfray.Un mondo ateo non e’ la panacea cosi’ come non tutti i mali derivano da un approccio religioso.I monoteismi spingono alla rinuncia di una piena vita nel mondo reale in attesa di una vita in un mondo che si spera esista ma la continua rinuncia e sopratutto la cultura della morte non sono frutto esclusivo delle grandi religioni e questo l’autore sembra averlo dimenticato o omesso.
Nonostante cio’ il libro ha una grande forza argomentativa e potrebbe essere un buon regalo di Natale.
Senza dubbio una lettura migliore dei romanzi di Dan Brown.